Si fanno divani su misura

Heart, Louise Bourgeois
«Nella mia infanzia, tutte le donne di casa maneggiavano l’ago. Sono sempre stata affascinata dall’ago, dal suo potere magico. L’ago si usa per riparare ciò che è stato danneggiato. È una richiesta di perdono. Non è mai aggressivo, non è uno spillo.
[…] Esorcizzare fa bene. Cauterizzare, bruciare per guarire. E’ come potare gli alberi. Ho bisogno delle mie memorie. Sono i miei documenti. Li sorveglio con cura.» – Louise Bourgeois

Era un uomo sulla cinquantina, ma potrebbe averne avuto anche una decina di più. La polo rossa troppo corta mostrava la schiena, non indossava cintura e aveva jeans larghi portati con distrazione. Le scarpe non sono riuscita a vederle. No, certo che non era a piedi nudi. Ricordo però braccia corpose che cercavano di appendere quel cartello fuori dalla sua bottega, un negozietto ricavato in pochi metri quadri con persiane verdi a posto della saracinesca. Una scrittura sdentata: SI FAnnO DIVANI Su MiSUra. Non so perché alcune delle lettere, rosse, fossero maiuscole e altre no. Una discontinuità che mi ha fatto pensare alle lettere anonime scritte dal pugno di un mitomane che si vedono in quei film che tu non hai mai amato. Non mi piace scrivere al passato quindi perdonami farò fare alle mia parole un balzo nel presente, dopotutto è la condizione migliore per parlarti. Tu che mi fissi senza neppure saperlo.
Qualcuno spinge sul clacson, sono costretta ad andare via con manciate di immagini che mancano al racconto. Scatto una foto prima, penso. E click. È per te. Te la mostrerei, un’abitudine imbastita tra noi, irrompendo nella tua quotidianità fatta di appuntamenti e conference call, di un mondo così lontano dal mio. Te la mostrerei per fare girotondo nella vita di questo sconosciuto senza nome, inventandone mille di vite, una diversa dall’altra.
Te l’avrei offerto come personaggio per quelle storie che ami inventare, che amo ascoltare. Amavi. Devo tornare alla coniugazione della perdita, fa male declinarti in questo presente immaginario che ha altri nomi al polso. Per chi inventerai le favole della buonanotte? Ci sono cose che ritornano, cose che di te avevo dimenticato. E tutto il resto, quel resto che segnò i passaggi del mio addio, si disperde.

Si fanno divani su misura. Ma con l’amore non si può. Niente rocchetti, aghi, fili, niente gessetti su cui appuntare misure e imbastire le lunghezze dell’amore. Con l’amore non si può, né con il tuo né con il mio cuore. Non ho mai cercato di farlo. E tu, tu sei propria certa di non averlo fatto? L’amore non può essere adattato, né scelto, né rinviato, né imparato.

Né , ahimè, disimparato.

http://youtu.be/lMgIHnFlyBg

 

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