40 gradi a Sud

Ho preso il tuo biglietto, sono entrato nel mare
e l’ho depositato sulla superficie dell’acqua.
L’onda l’ha avvolto, ed è scomparso dalla vista.
Oddìo, ho pensato per un momento
con quel batticuore di quando si assiste ad una partenza
(le partenze causano sempre un po’ d’ansia,
e tu sai che in me è sempre eccessiva), finirà contro le rocce.
E invece no. Ha preso la direzione giusta,
galleggiando gagliardamente sulla corrente che rinfresca il piccolo golfo.
Ed è scomparso in un attimo. Ho cercato di sventolare l’asciugamano
per dirti ciao, ma tu eri già troppo lontana.
Magari non te ne sei neppure accorta.
– Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi

Non mi aspettavo certo una risposta. Che credi. Non mi aspettavo nulla. Me lo ripetevo mentre tratteggiavo il mio biglietto d’auguri a te, con fiori bianchi, come quelli che tuo padre aveva l’abitudine di regalarti. E’ stata solo una carezza, niente di più. Non mi aspettavo nulla. Me lo sono ripetuta mentre pensavo a quale fosse la luce migliore per spedirti quel pensiero, e le cose da scriverti. Così ho smesso di pensare e ti ho inviato tutto, con un piccione digitale che non so neppure sia arrivato sino a te, a infiniti chilometri di distanza. Non ho pensato neppure al fuso orario. Questo caldo non lascia tregua, così i pensieri boccheggiano come tutte le resistenze che vorrei poter trovare. O forse no.
Non mi aspettavo nulla, mi sono detta, e così non importava quando. Ho messo da parte la delusione di non avere ricevuto neppure una riga per il mio compleanno. Mi aspettavo qualcosa. Da mezzanotte a mezzanotte la mia attesa ha battuto i tempi. Ma tu non sei arrivata.

Ho incartato questo pensiero come una carezza che tu certamente schiverai. A ogni gesto ho ricordato quando durante il set del film mi staccai veloce per cercare dei fiori bianchi in quel borgo dimenticato da Dio. Rubai un piccolo mazzo di fiori colorati che pendevano da una pianta sulla ringhiera di una casa piccola e in pietra. Ci promettemmo che saremmo ritornate. Ma adesso siamo altrove, un altrove che sembra non avere più spazio l’una per l’altra.
Ho raccolto quei fiori dal rampicante che cresce fuori dalla mia finestra. Fiori bianchi come una carezza.
Non mi aspettavo nulla, mi son detta. Ho mentito.

…e per addormentarmi penso che ti scriverei che non sapevo
che il tempo non aspetta, davvero non lo sapevo,
non si pensa mai che il tempo è fatto di gocce…
– Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi

http://youtu.be/ZYVHrRlxhtU

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