Frammento 47 al Chiaro di Luna

Mattino ore 11:29. É notte in questo mattino che ha alzato le sue pareti intorno al mio respiro. Smetto il lavoro. Mi assento, e spingo il tempo fuori da questa gola. La luna è alta (la vedi?), spinge contro la finestra parole vuote e assenti. Odorano di marcio. Odorano di chi rinnega e rimpiange. Lontano dal cuore. Ferita che rimargina. Bocca che non parla più. Voce che non ha più spessore, né cambiali da riscuotere sulla pelle. Assomigli al niente, sbiadita in quel vicolo in cui oggi ti lascio. Ecco ciò che hai chiesto. Va, farò dire a lei adesso, sii felice e di me non serbare memoria, sai quanto t’ho amata (Se non lo sai, allor ricorda | – ché te ne dimentichi – | quanta tenerezza, quante cose belle insieme godemmo – Saffo Frammento 47). La porta è chiusa. L’anima (quel frammento che in te rimase) è dimenticata.

http://youtu.be/Bmwkx0tSvKc

L’anima vostra è uno squisito paesaggio
che maschere e bergamaschi incantano
suonando il liuto e danzando, quasi
tristi nei fantastici travestimenti!
Cantando in tono minore
l’amore vittorioso e la fortuna
non han l’aria di credere alla felicità
e il loro canto si fonde col chiaro di luna,
col calmo chiaro di luna triste e bello
che fa sognare tra i rami gli uccelli
e singhiozzare estasiati gli zampilli,
gli alti zampilli, slanciati fra i marmi.

– Paul Verlaine, Fêtes galantes

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