Desiderio – Renée Vivien

bresson

Lei è stanca, dopo tante sfibranti lussurie.
L’odore che emanano le membra martoriate
È pieno del ricordo di lente contusioni.
La dissolutezza ha scavato nei suoi occhi cupi.

E la febbre di notti avidamente sognate
Ancor più rischiara i pallidi capelli biondi.
I suoi gesti conservano languori nervosi.
Ma ecco che l’Amante dalle crudeli unghie lunghe

Subito la riafferra, la stringe e l’abbraccia
Con una passione sì feroce e al tempo stesso dolce,
Che il bel corpo sfinito s’offre, chiedendo venia,
In un affanno d’amore, di desideri e paure.

E il singulto cresce con malinconia,
esasperandosi infine dalla troppa voluttà,
Urlo diviene come s’urla nei momenti d’agonia,
Disperando di attenuare l’immensa sordità.

Poi, l’atroce silenzio ,e l’orrore che ne deriva,
Il brusco soffocare della voce lamentosa,
e sul collo, simile a un gambo morto,
Il livido verde e sinistro delle dita.

Desiderio – Renée Vivien

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