L’ultimo scatto a Prévert

Non c’è camino in questa casa
Né la sedia a dondolo di mia nonna
C’è il ricordo del tuo mondo nuovo
Che non sono mai riuscita a raggiungere
C’è la legna che giace sul pavimento freddo
C’è il cerino bagnato dalla pioggia

La mia poesia del frattempo appuntata sul diario, accanto quella di Jacques Prévert, il biglietto d’ingresso al Festival di Locarno e lo scontrino della piccola locanda in Svizzera dove ci siamo fermate affinché facessi qualche scatto.

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia

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