Ogni giorno c’è quel particolare che diventa storia. Storie di altri che arrivano e si intrufolano dentro la mia stanza quadrata, si acquattano sui muri e pendono come fossero pipistrelli, o svolazzano nella stanza come una folata di vento che gonfia i miei fogli e scompiglia ogni cosa. Scompiglia i mie piani di realtà e li mescola fino a farmi perdere l’orientamento. Sono un bianconiglio in ritardo, con parole che smarrisco e altre che ritrovo. Parole d’altri che faccio mie e taglio e cucio in una realtà che non è nemmeno più la loro.