404 file not found [controfavola]

Telleena dove sei? dove vai?
Telleena rimane sullo scoglio a guardare il mare incresparsi, quasi arricciasse il naso e iniziasse tumultuoso a raccontare la sua storia. Ma non sempre lei è pronta ad ascoltarlo, anzi, per dirla tutta, quelle parole si trasformano nelle sue orecchie come un sibilo, un accompagnamento ai suoi di pensieri. “Ninnananna ninna oh!”… sempre più piano.Cosa pensi Telleena? cosa pensi?
Lei aspetta. A piedi nudi sulla pietra e con lo sguardo socchiuso, come uno sbadiglio appena consumato, non parla, guarda l’orizzonte e scruta tra le trasparenze dell’acqua. Ogni tanto il suo sguardo pare accendersi. Ha forse visto qualcosa? Ma, no, ti sbagli Telleena.

Cosa cerchi Telleena? cosa guardi? chi cerchi?
La traiettoria esatta del suo sguardo non è possibile individuarla con certezza. Silenziosa, accartocciata in se stessa, con le gambe strette al petto, la salsedine sulle labbra, sbuffi di capelli al vento, che è inutile sistemare con una mano. Non vedi che ha lo sguardo affondato?

Cosa fai Telleena?
Si alza, tira ancora più su le ginocchia fredde.
Navicelle di acqua salmastra scivolano lentamente su curve compromesse e girando vorticose raggiungono la caviglia sottile.

Non abbozzò alcun finale, non seppe improvvisare.

Si alza. Credereste sia pronta per un ultimo sguardo, per la malinconia di un arrivederci, per la disperazione di un addio, per la speranza?
Non un ultimo pensiero, non un’ultima sussurrata parola.

Niente.

Lei non aspetta più. Malcom* non tornerà più.
Cosa significa quel nome?
Si dispera, ma non lascia intravederlo.
Si dispera, perché non riesce a pronunciare l’assenza.
Il segreto di due amanti che non riesce più a ricordare.

https://youtu.be/OuEwe9b3-1g

_______________________________________________

*Chi è Malcom?
Malcom è il protagonista di una fiaba che lei costruì per me, una delle tante che cuciva per le mie tristezze. Con le sue parole accurate e spesse, di una bellezza antica e perduta. Lei che agli occhi altrui appare dura e algida. Malcom è nato dalla sua lingua affilata e benedetta. Lei che piangeva tra le mie braccia con abbandono e mi cantava canzoni d’amore seduta al piano per risvegliare il mio sonno. Malcom è il figlio che non avremmo mai avuto, che non avremmo guardato crescere dal nostro castello di carta. Malcom è il figlio della donna che indossava abiti stropiccianti prima di una riunione importante e con un buffo vezzo li sistemava bagnandosi le mani e trascinandole veloci sul tessuto per domare le pieghe. Lei che mi domava, fu madre tenera di Malcom. Lei che sembra infallibile e spietata. Lei dolce come una bambina dimenticata sulla spiaggia. Lei che si nascondeva nella stanza accanto e piangeva con la faccia affondata tra le mani. Che mi pregava di non lasciarla e invocava il mio nome prima come una preghiera poi come un insulto. Lei che ha messo dentro Malcom tutto il suo dolore. L’ho visto, sono entrata nell’utero di quel dolore, mi sono seduta al suo fianco e ho aspettato finché ho potuto, finché hai voluto. Non sono stata capace di rimanere lì quanto avresti voluto. Come io non sapevo. Io che ero solo me stessa.

Malcom che è andato perduto in una corrente, noi che abbiamo smesso di cercarlo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...