Chiedi perdono

Sotto un lampione fumoso, mi trovavo faccia a faccia con la mia amata a tormentare con le dita i bottoncini a rombo della sua camicia immacolata. Alta com’è le è venuto naturale mettermi le mani sui fianchi e attirarmi a sé. E, audace come sono, ho messo la bocca sulla sua e questa volta sono entrata e le ho detto tutte le cose che morivo dalla voglia di dirle. Scura e dolce, l’elisir dell’amore nella sua bocca. Più bevo, più ricordo tutto quello che non abbiamo mai fatto. Ero un fantasma finché non ti ho toccata. Non ho mai ingoiato cibo mortale finché non ti ho assaggiata, non ho mai capito il linguaggio parlato finché non ho trovato la tua lingua. Ho camminato nel sonno, triste sonnambula, mani tese per colpire l’oggetto solido che finalmente avrebbe potuto destarmi alla vita. L’unica cosa che abbia mai fatto è stare sotto questo lampione, contro il tuo corpo, mi manchi da tutta la vita. – Chiedi Perdono, Anne-Marie MacDonald, 1996

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